Gli allievi delle classi di teatro del primo e secondo anno presentano il lavoro finale

 

Il lavoro finale delle classi di teatro primo e secondo anno dell'Accademia Arte e Vita parte quest'anno, da richiesta tipica del medico, oggi un po' in disuso: “dica trentatré”. Si parla di medicina. Di malati gravi, meno gravi, di finti malati, di medici, di finti medici, di medici che forse farebbero meglio a fare altro, di pazienti che pazienti non sono affatto.

Quando si hanno dei problemi di salute ci si rivolge al medico, se i problemi sono più gravi occorrono consulti specialistici. Insomma, occorre mettersi nelle mani di qualcuno che ha molto studiato nella speranza che:

  • sia di buon umore;
  • sia lucido;
  • c'azzecchi.

Perché, siamo sinceri… come molti altri studi la medicina non è proprio una scienza esatta, o quantomeno completa. Negli anni '50 un tale prof. G. Viale suggeriva di “concedere largamente l'uso dello zucchero ai bambini”. Oggi qualunque pediatra o dentista rabbrividirebbe sentendo una frase del genere. Passa il tempo e la scienza si affina. Tra una cinquantina d'anni i nostri nipoti inorridiranno delle pratiche mediche in uso oggigiorno e strapazzeranno i luminari di oggi.

Quindi perché non levarsi la veste da semidei con cui alcuni professoroni incedono per i corridoi degli ospedali e cominciare a ragionare come i pedestri? Perché non cominciare ad ammettere di avere, talvolta, sbagliato abbandonando la presunzione di avere la verità in tasca?

A chiunque poi sarà capitato di avere mal di pancia. Il gastroenterologo dirà che è di sua competenza, l'urologo anche, il ginecologo pure. Nella speranza che non ci si metta il proctologo, o peggio, lo psichiatra. Oggi il Lexotan va via come il pane.

Anche i pazienti poi, infettati dai social network, ci mettono del loro. Persino quando malati non sono. La carne rossa no, è cancerogena. I carboidrati fanno male. I vaccini sono pericolosi. L'omeopatia è l'unica soluzione. Nel frattempo l'uomo medio passa la giornata muovendosi in auto, salendo in ascensore, fumando come una ciminiera per poi ripulire la coscienza andando in palestra. A ben pensarci è uno strano mondo…

 

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