La cantatrice calva

di Eugene Ionesco

Vai al sito dell'Accademia  Vai sal sito Teatro delle Ali

Accademia Arte e Vita, Teatro delle Ali

Accademia Arte e Vita – Progetto Salvini 

regia Lorenzo Trombini

con Marco Pedrazzetti, Magda Cominelli, Francesca Gadini, Marco Ghizzardi, Martina Giurini, Alessandro Inguscio

Eugène Ionesco e La cantatrice calva

Eugène Ionesco nasce a Slatina (Romania) il 26 novembre 1909. Ancora bambino si trasferisce a Parigi, dove vive fino al 1925, per poi tornare in Romania, dove completa gli studi ed inizia a scrivere, distinguendosi da subito come un elemento promettente dell'avanguardia romena. Nel 1938 si trasferisce nuovamente in Francia dove, inaspettatamente, alla fine degli anni 40 incontra il teatro. Non da attore, come aveva desiderato in gioventù, ma da drammaturgo. Raccontava, nelle sue note e contronote: "Anni fa ho avuto l'idea, un bel giorno, di mettere vicino, l'una di seguito all'altra, le frasi più banali, fatte con le parole più vuote, con i clichés più logori che ho potuto trovare nel mio vocabolario, in quello dei miei amici o (...)  nei manuali di conversazione per stranieri. (...) Un giovane regista (...) ne fece uno spettacolo: Gli demmo per titolo 'La cantatrice calva' (...). La tragedia del linguaggio è che il linguaggio è diventato protagonista assoluto, si è sostituito ai personaggi: resta solo la comunicazione dello 'stato' borghese: al posto dell'uomo c'è la sua 'posizione': si è realizzato perché si è fatto una 'posizione'".

La cantatrice calva e il mondo

"Soli in mezzo alla gente". Questo è stato il primo pensiero nell'affrontare il testo; perché i personaggi di questa (anti)commedia sono isolati in sé stessi, nelle loro abitudini, nella loro posizione sociale. Persino quando due di essi trovano finalmente un avvicinamento, convinti di essersi finalmente ritrovati e rimessi in contatto, qualcosa li separerà, riportandoli, a loro insaputa, nel loro isolamento. Noi sapremo, loro no.

Il testo risale agli anni 50. La seconda guerra mondiale è appena terminata, la televisione inizia a diffondersi nei locali pubblici e nelle case. La società continua a vedere ciò che l'individuo rappresenta, più che l'individuo stesso. Ma questo è un vizio vecchio centinaia di anni: già nei titoli di Goldoni si trovano "La buona moglie", "L'avvocato veneziano", "L'amante militare", "La locandiera"... Il mondo è molto cambiato, da allora. Oggi far sapere ciò che si pensa, ciò che si è (o che si finge di pensare, di essere) appare molto semplice, immediato, efficace. Ma, in mezzo a Facebook e Twitter, tra sms e mail, quello che appare davvero come il grande assente è l'ascolto. Anche oggi, nel 2015.

Lo spettacolo

La cantatrice calva è un testo divertente, molto divertente, ma allo stesso tempo triste, molto triste. Divertente perché l’esasperazione dei personaggi è totale; triste perché, in fondo, nel testo si riconosce la società moderna e la mancanza di ascolto, unita alla terribile esigenza di raccontare. Normalmente una pièce teatrale racconta una giornata particolare, durante la quale succede qualcosa che sconvolge l’equilibrio. La cantatrice calva racconta una serata. Una serata qualsiasi di un giorno qualsiasi. La serata si ripete ogni sera allo stesso modo, con altre persone, ma sempre uguale a sé stessa. I protagonisti non vivono direttamente che poche avventure. Le avventure sono vissute per loro da altri; loro le raccontano, in un continuo utilizzo di spazi off. Dove prendono vita, allora, queste avventure? In un luogo ideale, nella casa di tutte le avventure conosciute. Nella mente. In questo spettacolo la mente dello spettatore è continuamente sollecitata, a volte spiazzata, sempre attiva. Quando sembra che l’intelletto stia per afferrare il concetto base, esso è spostato, ma non come un miraggio, più avanti. Il concetto viene tolto dalla vista, nascosto. Non è come cercare di comporre il cubo di Rubik, dove manca sempre un tassello a completare lo schema e la frustrazione aumenta. È più come cercare di afferrare un pesce a mani nude. Frustrante, forse, ma fisico, e pertanto stimolante. A questo si aggiunga che i personaggi sono folli, geniali; si aggiunga che le situazioni sono comiche, si aggiunga che il testo è frizzante. Ci sono tutti gli ingredienti per uno spettacolo estremamente divertente, vivo e pieno di energia. La cantatrice calva sorprenderà. Soprattutto quando si paleserà in mezzo al pubblico, in maniera inattesa, nascondendo, ancora una volta, il concetto.

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 Trailer dello spettacolo